L'origine del nome Santomè, è curiosa e storica al tempo stesso.
Acquistato il terreno e deciso di attrezzarlo ad azienda vinicola, alla famiglia Spinazzè non resta che la scelta del nome. Allora, come si fa spesso per i neonati, si pensa alle origini, ai predecessori.
Consultati i precedenti proprietari, dal Brasile arriva provvidenzialmente ed inatteso un fax: "La si chiami Azienda San Tomè, un apostolo curioso che voleva vedere per credere".
Firmato: "Padre Gino Serafin, nato esattamente 63 anni fa in quella terra del buon vino".
La proposta è originale, verace, che sorge spontanea da chi, quella terra, la conosce bene nei suoi frutti, nei suoi sudori, nella sua qualità.
Ecco allora che il nome non è più "strano". Quel Santo con le dita a squadra, che sembrano voler essere lo strumento per misurare qualsiasi cosa, incarna perfettamente lo spirito dei nostri moderni imprenditori: spirito che valorizza ed esalta le innovazioni tipiche della creatività del Nord-Est, e la qualità genuina di un prodotto che affonda le sue radici nella più schietta cultura contadina.